I taccuini

I taccuini sono stati trascritti dalla dottoressa D’Oronzo che ha iniziato questo lavoro già dal 2015 insieme con lo stesso autore ed è proseguito fino al 2021 con un notevole impegno dovuto all’unicità del materiale e alla volontà di voler riprodurre fedelmente le singole pagine senza alcuna modifica.

Presentazione di Eugen Galasso

Giorgio Antonucci non è mai stato solo un medico, un non-psichiatra (o antipsichiatra ad libitum), ma un umanista, un intellettuale che abbracciava, potenzialmente, tutto lo scibile umano.

Nei taccuini trovate affermazioni generali, relative alla natura umana, degne dei grandi "teorici della vita" - da Seneca a Cioran, passando per La Laroche, Foucault e Schopenhauer - ma anche riflessioni che partono da singoli autori, come Hilferding e Adler, dove " l' homo universalis" Antonucci , opportunamente, non si addentra nell'analisi specifica e specialistica, dato che il taccuino è altro rispetto al ‘saggio’".

Dicendo che sono note di grande interesse da ogni punto di vista - culturale come esistenziale - forse direi qualcosa di scontato o quasi. Dirò, allora, che la capacità empatica di Giorgio spazia in ogni campo, risultando pienamente capace di raccordare l'osservazione dell'esistenza umana alla cultura.

"Straordinaria capacità di sintesi e sinestesia: il dottor Antonucci collega, già all'inizio degli anni ’60, la religione con la filosofia, con l'arte, con la musica, con ogni altra forma di espressione culturale, riuscendo sempre a cogliere:

  1. L'essenza del concetto
  2. Il fatto che "tout se tient" , "tutto si tiene"

Archivio dei taccuini

1951
1968
1988