Così fu che apersi il libro e rilessi l’antica profezia:
37 “Ma i mansueti possederanno la terra e gioieranno in gran pace”
Trascrizione
1984 – Giorgio Antonucci
Titolo dell’opera
Fantasia sul tema “I salmi di Davide”
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– Firenze 12 Giugno 1984
18 Nel dormire raccolti come nel grembo della madre e così dopo la morte.
Il ritorno all’origine, l’alfa e l’omega, il circolo. La città ormai è disabitata.
“Legami di sepolcro mi avevano intorniato”.
19 “Allora la terra fu scossa e tremò; e i fondamenti dei monti furono smossi e scrollati; perciocché egli era acceso nell’ira”.
Loro avevano detto/dicono: La guerra sarebbe continuata troppo a lungo così all’alba già era inevitabile la rovina della città. I sopravvissuti avrebbero invidiato i morti. Due città furono passate in questo modo e fu l’inizio dell’era atomica/della nostra era. Hitler aveva aperto il suo millennio. Il discorso era cominciato/aveva avuto inizio con la superiorità della razza.
“Un fumo gli saliva per le nari, e un fuoco consumante per la bocca; da lui procedevano braci accese”.
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A Dresda gli aerei volavano rasente il fiume per uccidere con le mitraglia/con le mitragliere i sopravvissuti del bombardamento che dell’incendio cercavano di rifugiarsi nelle acque.
“E’ avventò le sue saette, e li disperse”. “E li mise in fuga con le folgori”.
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18 Non si sospettava nemmeno più che si potesse pensare diversamente dai capi.
“Essi gridavano ma non vi fu chi li salvasse: gridarono al Signore, ma egli non rispose loro/ma egli non gli rispose.”
19 La giovinetta quindicenne nella sala di dissezione ha lasciato il suo corpo agli studi di anatomia/all’anatomia e la sua giovinezza all’ironia degli studenti. Intanto/Io mi domando perché sono nato e rifletto su questo equivoco.
“I cieli raccontano la gloria di Dio; e
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la distesa annunzia l’opera delle sue mani”.
–
19 Gli daremo l’amore come passione profonda e nello stesso tempo la maledizione dell’amore. Così in questa contraddizione senza sbocco saremo necessariamente infelici.
“Iddio ha posto in essi un tabernacolo al sole”.
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20 Vedi – mi disse – ci sono degli istituti specializzati per la preparazione al suicidio. Aiutano a uccidersi chi ha deciso di morire. Ora sono ricercati molto, come fossero case d’appuntamento.
Al di là delle finestre si sentiva il mormorio della città come un basso continuo.
“Il Signore ti risponde il giorno in cui tu sarai in distretta; e ti levi in alto in salvo il nome del Dio di Giacobbe”.
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– Riolo Terme 14 Giugno 1984
20 Mi pareva di essere circondato dalla notte come se fossi sepolto nel buio.
Poi vidi l’alba.
“Noi canteremo di allegrezza per la tua vittoria e alzeremo bandiere nel nome del Dio nostro”.
Avevano ucciso allo scopo di rafforzare il loro significato
“Quelli sono andati in giù e son caduti. Ma noi siamo restati in piè, e ci siamo rizzati”.
L’universo s’allargava sempre di più fino a farci scomparire. E di tutta la nostra baldanza c’era rimasta solo la paura.
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Era salito su dal fiume camminando sull’erba bagnata. La luce lunare disegnava ombre leggere sulla superficie chiara della strada. I corpi dei due uccisi avevano le braccia larghe e il viso verso il cielo. Ormai la vendetta era consumata.
21 “Egli ti aveva chiesto vita, e tu gli hai dato lunghezza di giorni in perpetuo
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– Firenze 16 Giugno 1984
22 Si accorgevano di me soltanto quando li disturbavo, altrimenti mi pareva di essere invisibile. Avrei dovuto uccidere per ritornare a esistere almeno come assassino. Però avrebbero detto che il mio omicidio sarebbe stato senza motivo e così mi avrebbero annullato di nuovo.
“Io mi scolo come acqua, e tutte le mie ossa si sconnettevano; il mio cuore è come casa, e si strugge nel mezzo delle mie interiora”.
23 Quando le distanze tra i due soli sarà la stessa troveremo finalmente quella posizione dell’universo che ci permetterà il massimo di conoscenza e di tranquillità. Così avremmo raggiunto lo scopo del nostro viaggio.
“Il Signore è il mio pastore: nulla mi mancherà. Egli mi fa giacere in parchi erbosi,
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mi giuda lungo le acque chete”.
24 Vedi là il gran carro che corre nello spazio? Gli antichi pensavano che fosse trainato da cavalli alati. Noi ci muoviamo costantemente verso l’alto partendo da un punto che è a nord della terra. Vedi laggiù i fiumi che corrono verso il mare?
“Al Signore appartiene la terra, e tutto quello che è in essa; il mondo e i suoi abitanti. Perché egli l’ha fondata sopra i mari, e l’ha formata sopra i fiumi”.
25 La maggioranza degli schiavi è d’accordo col padrone e allora la tua voce ti appare senza eco. Ti dicono: “È inutile darsi da fare per un’idea astratte, per una causa non voluta da nessuno.
“Le angosce del mio cuore si sono aumentate: tirami
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fuori delle mie ristrettezze”.
26 Il sole era diventato giallo e poi rosso. Il cielo una coppa d’ora. Però al posto della città c’era un deserto di cenere. Nessuno aveva capito cos’era successo. Per secoli i poeti avevano cantato di gioia “facendo risonare voce di lode, e raccontando tutte le tue meraviglie”.
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– Firenze 17 Giugno 1984
27 Quella volta che salivo in collina verso la piazza di Desiderio da Settignano non sapevo che avrei trovato venti donne di tutte le età rinchiuse e torturate col pretesto di proteggerle da malattia immaginarie.
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Ma questa è un’usanze della nostra cultura come una volta i roghi delle streghe.
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– Firenze 17 Giugno 1984
Dovevano fucilarne dieci ogni uno dei nostri ucciso nell’attentato dei partigiani. Cinquecento persone civili e disarmate da ammazzare per ordine militare. Si costruiva una civiltà che doveva durare mille anni. Avevamo paura degli altri del nemico che mitragliavano ogni strada. Il prigioniero è rinchiuso da solo in un carcere tedesco appositamente allestito per criminali nazisti. Però al di là dei confini del carcere milioni di uomini continuassero a pensare come lui. La cultura non è cambiata. L’etica dello stato e della guerra continuano. Come l’ordine
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fondato sui campi di confino.
“Il mio cuore mi dice da parte tua: Cercate la mia faccia. Io cerco la tua faccia, o Signore”.
“Signore, ascolta la mia voce, colla quale io grido”.
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– Firenze 17 Giugno 1984
28 Le rocce hanno tempi lunghi, però l’acqua cade con la trasparenza dei ruscelli e rinnova sempre i suoi assalti. Loro contavano sulle pause e sui tempi lunghi. A che scopo? Ti dicono se tu vuoi cambiare le cose. Ma a tutti i conformisti nessuno chiede: A che scopo? La sottomissione non ha bisogno di giustificazioni. Allora io penso che io non divenga “simile a quelli che scendono nella fossa” già morto prima di morire.
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– Riolo 19 Giugno 1984
I carri bestiame viaggiavano tutta la notte e sostavano tutto il giorno al calore del sole. Noi si sognava/sognavamo solo la quieta e si aspirava solo alla morte ma il percorso che ci aspettava verso i campi di sterminio
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era ancora troppo lungo.
“Il Signore è la mia forza e il mio scudo; in lui si è confidato il mio cuore, e io sono stato soccorso; onde il mio cuore festeggia, e io lo celebrerò coi miei cantici”.
A Dresda a Hiroshima a Nagasaki sono cominciati i nostri giorni, e sono continuati ininterrottamente con la stessa logica, e non si sa come uscirne.
– Riolo 20 Giugno 1984
29 L’individuo breve, insignificante, casuale. Schubert muore a trentun anni. |Anche una sorgente come lui|
“La voce del Signore è al di sopra delle acque”.
16)
– Riolo 20 Giugno 1984
Ho sentito il profumo dell’erba e mi sono detto: “Allora sono vivo”. E mi pareva infatti che dall’alto cadessero delle stelle infuocate e sparissero dietro orizzonte.
“E’ una lotta tra pianeti diversi” disse una voce di donna. Però io non mi ricordavo il passato e non capivo dov’ero.
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– Riolo 21 Giugno 1984
30 Avevano l’ordine di resistere fino all’ultimo. Li avevano uccisi tutti uno dopo l’altro. Tra i ruderi della città era ritornato di nuovo il silenzio. Dopo un po’ di riposo il capitano del nostro gruppo si era rivolto verso di noi e aveva detto: E ora?
“Che utilità avrai nel mio sangue, se io scendo nella fossa?”.
31 “Perciocché la mia vita si vien meno di noia, e i miei anni di sospirare; le mie forze sono scadute per la mia pena, e le mie ossa si son consumate”.
Dopo aver preso
il veleno
quando pensavo
di morire
ho sentito una gran pace
che quiete
mi son detto
18)
Forse quanto
è il nirvana
o il paradiso
dei profeti.
“io son simile
a un vaso perduto”.
18bis)
Ho creduto di dedicare il mio intelletto alla libertà e tu mi hai tagliato le gambe. Ho tentato di vivere d’immaginazione e tu mi hai deluso. Ora ti ho cercato da ogni parte e ti ho chiamato con più nomi e tu sei restato in silenzio e non hai risposto.
19)
– Firenze 23 Giugno 1984
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33 Caro editore
Io le mando i miei Canti del sole e i miei Canti della luna, io miei canti dell’alba e quelli del crepuscolo, e non nascondo il mio desiderio di vederli pubblicati in una grande edizione.
Mi rendo conto che ora la vita della poesia è divenuta più difficile per tutti i nuovi mezzi di espressione che sono stati inventati.
20)
Però sono convinto che la letteratura continuerà ad avere un posto importante ancora per molto tempo nell’equilibrio morale dell’uomo. Anche per gli abitanti dei nuovi pianeti.
21)
“I cieli sono stati fatti/creati per la parola del Signore”.
Celebrate il Signore colla cetera – scrive il libro – salmeggiategli ecc.
“Celebrate il Signore colla cetera, salmeggiategli col salterio
e col decacordo. Cantategli un cantico nuovo/un nuovo
cantico”.
22)
Sale il mio canto come una navicella nello spazio: alto leggero trasparente.
-Ti ricordi la mia fanciullezza sotto il mandarlo? –
Sale il mio canto come una navicella dello spazio, sempre più alto, leggero, trasparente, fino a confondersi con l’aria. Ti ricordi la mia fanciullezza sotto il mandorlo?
23)
33 Dopo tanti giorni solitari tra le rocce della luna voi non potete immaginare la gioia incredibile straordinaria di sentire il profumo della erba o di camminare tra gli alberi alti del bosco.
“Sonate maestosamente con giubilo”.
– Riolo 24 Giugno 1984
34 Sono salito sulla torre a lato del fiume e ho veduto acque turbolente e torbide come i miei sogni recenti. La torre esile, di pietra viva, sembrava leggera alle acque e al vento. Esile appariva anche il campanile della cattedrale. In alto comparivano le prime stelle del crepuscolo. Tuttavia ho aperto il libro di David e ho letto: “Io ho cercato il Signore, ed egli mi ha risposto, e mi ha liberato da tutti i miei spaventi”.
24)
– Riolo 28 Giugno 1984
35 La città di Tiro è stata demolita/distrutta all’ottantacinque per cento, senza giustificate motivazioni di guerra/militari, come hanno dichiarato subito dopo gli ufficiali competenti. Però gli uomini di Tiro erano/hanno d’un’altra religione e d’un’altra cultura.
25)
Allora io ho detto:
“senza ragione hanno fatto una fossa nascosta per tendervi la loro rete”.
26)
– Riolo 28 Giugno 1984
36 I fanciulli che giocavano con me sotto le querce del viale mi parevano come le stelle che saltano sull’orizzonte. Poi ci fu la morte di Giovanna e quella di Miriam. Mi parve di capire che qualcosa non andava. Il mio futuro io l’avevo progettato con loro. Capivo che la mia infanzia era già finita.
Allora cominciai a esser solo.
Ai confini del mare brillava la luce dell’alba.
27)
– Riolo Terme 29 Giugno 1984
Questa notte mi pareva di essere colpito dai carabinieri con il mitra. – La macchina sta andando per conto suo – mi sono detto, e sentivo il torace che mi bruciava. Poi il bruciore si è diffuso anche alla testa. Ieri il mio amico aveva detto – Ormai siamo in uno stato di polizia senza garanzie costituzionali -. Questo stato fa parte di una grande organizzazione internazionale di tipo militare con armi convenzionali e missili atomici all’esterno e il più rigoroso controllo interno dei cittadini. La democrazia non esiste nemmeno a livello di quartiere.
“La tua giustizia è simile a monti altissimi”.
36 La vecchiezza come anni perduti ecc. (vedi quaderno
successivo)
Così fu che apersi il libro e rilessi l’antica profezia:
37 “Ma i mansueti possederanno la terra e gioieranno in gran pace”
Giorgio Antonucci. Giugno 1984