Biografia
“Preferirei essere ricordato per il mio lavoro invece che per le mie idee”
Giorgio Antonucci, medico e psicanalista, è nato a Lucca nel 1933, e si è laureato in medicina e chirurgia presso l’Università di Siena nel 1963 ed è divenuto psicoanalista in analisi didattica con Roberto Assagioli, famoso per aver introdotto la psicoanalisi in Italia e per aver fondato la psicosintesi, una teoria psicologica che tenda ad utilizzare tutte le risorse creative della personalità, in una sintesi di tutte le facoltà dell’intelligenza e della fantasia. Dopo aver lavorato a Firenze come medico internista e come consulente di problemi psicologici ha cominciato a dedicarsi ai problemi della psichiatria cercando di evitare i ricoveri e gli internamenti e cercando di impedire la trasformazione di storie umane in vicende psichiatriche.
1968
Ha fatto parte del primo reparto aperto di neuorologia dell’Ospedale Civile di Cividale del Friuli in alternativa agli internamenti in manicomio.
1969
Dal 1970 al 1972
Responsabile del territorio montano del Centro di Igiene Mentale di Reggio Emilia, dell’ospedale psichiatrico San Lazzaro.
Dal 1973 al 1996
Ha lavorato a Imola in due manicomi: Osservanza (dal ’73 all’85), direttore Edelweis Cotti e all’Autogestito direttore Ernesto Venturini (dal ’85 al ’96) smantellando i suoi reparti e costruendo alternative per i degenti
1985
Riceve il premio Ercole D’Oro – Oscar delle attività professionali
Dal 1996
Ha continuato la partecipazione con “Associazione Psicanalitica Europea”, “Globalità del Linguaggio”, “Perché non accada”, “Giù le mani dai Bambini”, “Telefono Viola”
2005
Riceve il Premio Thomas Szasz
Dal 2008
Collabora con il Centro di Relazioni Umane.
Nel 2008, Thomas Szasz insieme al CCHR ha istituito il “Premio Giorgio Antonucci” per i difensori dei diritti umani nel campo psichiatrico.
Noris Orlandi Antonucci
Noris Orlandi, toscana, è la donna che è stata vicina a Giorgio Antonucci tutta la vita. Sappiamo che si sono conosciuti giovanissimi e che non si sono più lasciati.
Una donna straordinaria, riservatissima e che difficilmente si concede. Troverete la sua presenza ovunque, nei taccuini, nei libri, nei docufilm, ma raramente potrete vederla: in questa breve pagina a lei dedicata abbiamo pensato di proporre un cortissimo video, dove appare per pochi secondi.
Nel Diario dal Manicomio e in altri libri, Antonucci racconta del loro agire comune sia negli appuntamenti fondamentali, come il viaggio a Basilea per incontrare Thomas Szasz, sia nel lavoro meno appariscente ma costante e proseguito negli anni.
Mi fermo qui perché sono certa che vorrete incontrarla da soli, attraverso i racconti di Giorgio, attraverso le memorie di questo sito a loro dedicato. L’ultima volta che io li ho incontrati a casa loro, nel luglio del 2017, per l’ennesima volta Antonucci ha ripetuto più volte:
“ Perché tutto quello che abbiamo fatto, l’abbiamo fatto assieme”.
di Mara Chiaschini Piot
‘Piccolo omaggio a Giorgio Antonucci’ di Valentina Giovanardi
Sia nel campo della ricerca sia nel campo della letteratura e della poesia Giorgio Antonucci ha pubblicato testi in diverse riviste tra cui: “Psicoterapia e scienze umane”, “Ombre Rosse”, “Il Ponte”, “Collettivo R”, “Senza Confine”, “Tempi supplementari”, “Frigidaire”, “Liberamente”.
È amico del famoso psichiatra Thomas Szasz – scrittore noto in tutto il mondo con il suo libro “Il mito della malattia mentale” – con il quale condivide la messa in discussione del sistema di istituzionalizzazione dei pazienti psichiatrici.”.
Sul lavoro e sull’infaticabile militanza di Giorgio Antonucci il danese Svend Bach, professore di letteratura italiana all’Università di Aarhus ha scritto un libro intitolato “emanummer om Antipsykiatri eller ikke Psykiarti” – Edizioni Amalie, Kobenhavn, 1989
I disegni d’infanzia di Giorgio Antonucci
Una raccolta di fogli decorati da Giorgio negli anni ’30
L’album di fotorgrafie di Cividale del Friuli
Giorgio Antonucci ha creato, di suo pugno, una raccolta di documenti degli anni ’69-70 in questo album.
Opere biografiche su Giorgio Antonucci
Biografia di Massimiliano Boschi
Scritti autobiografici di Giorgio Antonucci
Importanti tra le pubblicazioni di Giorgio Antonucci sono:
- I pregiudizi e la conoscenza – Critica alla psichiatria – Edizioni Cooperativa Apache, Roma, 1986
- Il pregiudizio psichiatrico – Edizioni Elèuthera, Milano 1989
- La nave del paradiso – Edizioni Spirali/Vel, Milano, 1990
- Critica al giudizio psichiatrico – Edizioni sensibili alle foglie, Roma, 1993
- Contrappunti – Edizioni sensibili alle foglie, Roma, 1993
- Il telefono viola – Edizioni Elèuthera, Milano, 1995
- Pensieri sul suicidio – Edizioni Elèuthera, Milano, 1996
- Le lezioni della mia vita – Edizioni Spirali, Milano 1999
- Il pregiudizio psichiatrico –seconda edizione- Edizioni Elèuthera, Milano, 1998
- Aggressività –composizione in tre tempi, in “Uomini e Lupi” –Edizioni Elèuthera, Milano, 1990
- Il giudice e lo psichiatra, in “Delitto e Castigo” –Edizioni Elèuthera, Milano, 1994
- Tre saggi sui problemi della psichiatria, in “Annuari dell’Enciclopedia Atlantica”Edizioni European Book, Milano, 1989, 1990, 1991
- Diario dal manicomio, Ricordi e pensieri – Spirali, 2006