Il pensiero antonucciano

Dovendo  presentarvi, in estrema sintesi, i punti cardinali del pensiero antonucciano, abbiamo deciso di rifarci a degli scritti redatti personalmente da Giorgio  Antonucci, pur essendo questi già pubblicati. Siamo facilmente arrivati a questa decisione vista la comune volontà di preservare con assoluta precisione i fondamentali del suo pensiero.

Giorgio Antonucci è il fondatore dell’approccio non-psichiatrico alla sofferenza psichica.

Nelle sue pubblicazioni, afferma che teoricamente si avvicina alla corrente esistenziale-umanista di Carl Rogers e alle correnti di critica alla psichiatria quali quelle di Erving Goffman, Laing, Cooper e Thomas Szasz nonché alla critica all’’istituzione manicomiale di Franco Basaglia.

Szasz dice di concordare con Antonucci sul concetto di “persona” dei cosiddetti pazienti psichiatrici: sono, come noi, delle persone sotto ogni aspetto, giudicabili emotivamente e nella loro “condizione umana”. La “malattia mentale” non rende il paziente “meno di un uomo”, e non è necessario lo psichiatra per “restituirgli umanità”.

L’approccio non-psichiatrico alla sofferenza psichica, si basa sui seguenti  assunti, qui esposti in 5 punti:

1

Il trattamento sanitario obbligatorio non può essere un approccio scientifico e medico alla sofferenza in quanto basato sulla forza contro la volontà del paziente.

2

L’etica del dialogo viene sostituita al’l’etica della coercizione. Il dialogo non può avvenire se non fra individui che si riconoscono come persone in un confronto alla pari.

3

La diagnosi viene negata in quanto pregiudizio psichiatrico che impedisce di intraprendere il vero lavoro psicologico con la sofferenza degli uomini per le contraddizioni della natura e della coscienza e per le contraddizioni della società e i conflitti della convivenza.

4

Gli psicofarmaci o droghe psichiatriche servono per sedare, drogare la persona e per migliorare le condizioni di vita di chi si deve occupare dello psichiatrizzato. Vengono negati tutti gli altri strumenti che danneggiano la persona dalla lobotomia, alla castrazione (proposta da alcuni anche in Italia in rapporto ai reati sessuali), e tutti i tipi di shock.

5

Per criticare le istituzioni bisogna mettere in discussione anche il pensiero che le ha create.

Questi 5 punti programmatici  sono stati sviluppati, via via, nei suoi scritti e resi ancora più vivi nelle audio interviste e nei documentari, a cui vi rinviamo.